30/12/2025 SCHIO – Decisione storica e altamente divisiva a Schio. Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza l’uscita da Ava, la società che gestisce il ciclo dei rifiuti. Una scelta definita “di responsabilità” dalla sindaca Cristina Marigo, ma che per la minoranza rappresenta “una sconfitta politica” e apre una fase di incertezza sulla futura gestione del servizio. || La notizia adesso è clamorosa. Il Consiglio Comunale ha votato l’uscita di Schio da Ava, la società pubblica che aveva costituito e che gestisce l’attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti di 31 Comuni e la Spettabile Reggenza dell’Altopiano, non farà parte di Viambiente spa, che nasce dalla fusione di Ava e Soraris. E’ un recesso che spacca la maggioranza del sindaco Cristina Marico. Lo testimoniano le rumorose assenze dell’assessore Aldo Munarini e della vicepresidente del Consiglio, Anna Nardi, oltre che dei consiglieri di maggioranza Alberto Bertoldo e Luciana Spinato. Inoltre, l’ex sindaco Valter Orsi ha rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio comunale e da tutte le cariche ricoperte. Dura la reazione dell’opposizione di centrosinistra e centrodestra: da Cristiano Eberle a Carlo Cunegato e Giovanni Battistella; e da Alex Cioni a Gianmario Munari. Tutti dal Pd, ad Avs e FdI hanno bollato il recesso come «una sconfitta politica per la città e il territorio» e «un salto nel buio». La sindaca Cristina Marigo respinge le critiche e spiega che «restare in Ava avrebbe significato adeguarsi a decisioni non condivise. Troppi nodi irrisolti nella gestione unica». Adesso, però, Schio non potrà più avere voce in capitolo, almeno in questa fase, nella gestione del termovalorizzatore di Cà Capretta. Il cuore del probelma. “Col rimborso della quota di Ava , se necessario, ridurremo l’indebitamento”, aggiunge la sindaca Marigo. Il servizio rifiuti per ora sarà garantito, poi il Comune indirà un nuovo bando. Vi parteciperanno con ogni probabilità la stessa Viambiente, Magis (Agsm-Aim), Hera ed altri soggetti pubblici e privati. La partita, insomma, è ancora tutta da giocare. E i cittadini stanno a guardare. Perplessi. (Servizio di Ivano Tolettini)


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