13/01/2026 CASTELLO DI GODEGO – A Castello di Godego il sindaco Diego Parisotto resta al suo posto nonostante un patteggiamento a 18 mesi per peculato. Ha restituito il denaro, ma il caso politico è esploso: tra dimissioni, una maggioranza ridotta all’osso e una petizione dei cittadini, la tenuta delle istituzioni è messa alla prova. || Settemila abitanti, un Comune in piena tempesta politica. A Castello di Godego il sindaco Diego Parisotto, rieletto nel 2023 col 75% dei suffragi, non molla, nonostante il patteggiamento a 18 mesi per peculato: quasi 80 mila euro sottratti a un disabile di cui era amministratore di sostegno, soldi poi restituiti, ma che non cancellano un comportamento giudicato penalmente illecito. Sul piano giudiziario la vicenda è chiusa, su quello politico è appena esplosa. In poche settimane si sono dimessi tre consiglieri di maggioranza e oggi il sindaco governa con appena cinque eletti su dodici. Per andare avanti serve un subentro dai non eletti, altrimenti l’ente rischia di non avere più i numeri per funzionare e potrebbe tornare alle urne. Intanto in paese monta la protesta. È partita una petizione online che chiede a Parisotto di fare un passo indietro, in nome della credibilità delle istituzioni e della trasparenza. «Non è una questione giudiziaria – dicono i promotori – ma di fiducia: un sindaco deve essere al di sopra di ogni ombra». Il primo cittadino invece rivendica il diritto di continuare a governare, sostenuto da una maggioranza ormai ridotta all’osso. Ma il prezzo politico è alto: un Comune piccolo, una comunità spaccata, un municipio paralizzato da un caso che va oltre il tribunale e investe direttamente l’autorevolezza dell’istituzione. Castello di Godego resta così sospeso: tra legalità formale e legittimità politica, con una domanda che attraversa tutto il paese – può un sindaco patteggiare per peculato e continuare a guidare il Comune come se nulla fosse? (Servizio di Ivano Tolettini)
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