16/01/2026 TRISSINO – La prossima settimana le aziende che hanno inquinato a Trissino producendo Pfas presenteranno il piano di bonifica agli enti pubblici || La prossima settimana sarà presentato il piano per la messa in sicurezza dell’ex sito chimico Miteni di Trissino, al centro di uno dei più gravi inquinamenti da Pfas mai registrato in Europa. E’ responsabile del coinvolgimento di oltre 300 mila persone nelle province di Vicenza, Verona e Padova. Il documento è stato elaborato da Manifattura Lane Marzotto, Mitsubishi, Eni Rewind e Icig che, a vario titolo, hanno contribuito a inquinare producendo Pfas. La sentenza della Corte d’Assise di Vicenza l’ha stabilito condannando i manager di Mitsubischi e Icg. Il piano era già stato discusso  in una conferenza dei servizi che ha coinvolto Comune di Trissino, Provincia di Vicenza, Regione Veneto e i principali enti tecnici dello Stato: dall’Arpav all’Istituto superiore di sanità. Obiettivo: riportare l’area a condizioni di sicurezza ambientale e tutelare le falde, dopo decenni di contaminazione che hanno colpito l’acqua potabile. Un passaggio decisivo arriva anche dall’Europa: sono entrati in vigore nuovi limiti sui Pfas nelle acque destinate al consumo umano, ma l’Italia ha prorogato di sei mesi l’adozione. Il piano di bonifica sarà valutato dagli enti pubblici per gli interventi di bonifica. Un passaggio chiave dopo che lo studio del prof. Annibale Biggeri, ordinario di Statistica medica a Padova, ha messo in rilievo numeri che parlano da soli:”-” – Intervistati Annibale Biggeri (Università di Padova) (Servizio di Ivano Tolettini)


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