20/01/2026 VICENZA – La Corte d’Assise di Vicenza ha respinto la richiesta di rito abbreviato dei genitori a processo per la morte del figlio di tumore cui avrebbero ritardato le cure || È stata respinta dalla Corte d’Assise di Vicenza la richiesta di rito abbreviato avanzata da Luigi Gianello e Martina Binotto di Costabissara, i genitori imputati di omicidio con dolo eventuale per la morte del figlio quattordicenne Francesco. Secondo l’accusa, avrebbero ritardato l’avvio delle cure oncologiche, contribuendo in modo determinante al decesso del ragazzo, avvenuto all’Ospedale San Bortolo. E questo per avere cercato di seguire nella prima fase le indicazioni di un medico e di due terapisti che seguivano la dottrina Hammer. Circostanza che mamma e papà, difesi dagli avv. Jacopo e Lino Roetta, respingono con forza. I due oggi erano presenti in aula all’apertura del processo. Il collegio ha disposto l’acquisizione degli atti d’indagine e dei documenti della Procura dei Minori di Venezia, che in passato aveva aperto un procedimento per la sospensione della potestà genitoriale dopo la segnalazione del caso. Acquisito anche un supplemento d’indagine depositato dalla Procura, relativo ad alcune telefonate intercorse dopo la chiusura delle indagini preliminari. La Corte ha inoltre deciso di non ascoltare i testimoni indicati: nel dibattimento verranno invece sentiti i consulenti tecnici dell’accusa e della difesa, oltre alla madre del ragazzo. il processo entra ora nella fase centrale, con un confronto che si annuncia complesso tra valutazioni mediche, scelte familiari e responsabilità penali. (Servizio di Ivano Tolettini)
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