31/01/2026 BASSANO DEL GRAPPA – Sulla Preghiera dell’Alpino si è riacceso in questi giorni un dibattito tra penne nere e diocesi di Vicenza. Ma le norme erano chiare già da tempo. || Tanto rumore per nulla o quasi. Già una decina di anni fa a Vittorio Veneto un’incomprensione tra Alpini e Vescovo scatenò polemiche anche politiche sull’uso della preghiera dell’Alpino e in particolare di alcune sue parole dentro una celebrazione liturgica. Analogo polverone si è sviluppato in questi giorni nel vicentino, ma le norme sono chiare, sia in ambito ecclesiale sia tra le penne nere.La versione originale è del secondo dopoguerra, con l’espressione «rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria». Già dal 1985 è in vigore una modifica che vale per gli Alpini in armi, ovvero quelli in servizio effettivo nell’Esercito, e toglie i riferimenti bellici: «rendici forti contro chiunque minacci, eccetera». Gli Alpini dell’Ana, invece, si rifanno al testo antico, che utilizzano nelle loro cerimonie.La diocesi berica, con il decreto del vescovo pubblicato ancora ad ottobre 2025, indica di utilizzare nei funerali religiosi di un alpino la versione più recente. Rugolo evita di entrare in polemica e chiedere di usare buon senso. – Intervistati GIUSEPPE RUGOLO (Pres. Sez. ANA Monte Grappa ) (Servizio di Mirco Cavallin)


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