12/02/2026 SCHIO – E’ morto a 102 anni Valentino Bortoloso, il partigiano Teppa, l’ultimo del commando dell’eccidio di Schio. 54 furono i morti delle carceri || Si è spento alla Casa di Schio, a 102 anni, il partigiano Valentino Bortoloso, conosciuto come “Teppa”. Il suo nome è legato all’Eccidio nel carcere di Schio, nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945, quando a guerra finita, un commando di partigiani della polizia ausiliaria fece irruzione nel penitenziario cittadino aprendo il fuoco sui detenuti: morirono 54 persone, tra cui fascisti, ma anche detenuti comuni e alcune donne. Un episodio che segnò profondamente la comunità scledense e che ancora oggi divide. Arrestato dalle autorità americane, Bortoloso fu condannato a morte. La pena venne poi commutata all’ergastolo e nel 1955 tornò in libertà. Riprese a lavorare al lanificio Rossi, si sposò e si impegnò nella vita associativa, nell’ANPI, nel PCI, nel sindacato e nell’ARCI. Negli anni la sua figura è rimasta al centro di polemiche. Nel 2016 gli fu revocata la Medaglia della Liberazione per il ruolo nell’eccidio. Nel 2017, un gesto simbolico di riconciliazione: la firma di un documento di pace e perdono promosso da Anna Vescovi, tentativo di elaborare una memoria dolorosa e condivisa. Con la morte di “Teppa” si chiude un capitolo di storia vissuta. Resta il confronto, ancora aperto, tra memoria, giustizia e riconciliazione, in una città come Schio che non ha mai smesso di interrogarsi sul proprio passato. “L’Eccidio fu un grave errore – ha sempre ripetuto Bortoloso -, ma eravamo giovani e quel giorno gli inglesi avevano lasciato la piazza di Schio senza difese. Noi cademmo nel loro gioco”. (Servizio di Ivano Tolettini)


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