13/02/2026 FARA VICENTINO – Il Gip non ha accolto l’archiviazione del brigadiere che in un conflitto a fuoco, a Fara Vicentino, uccise un marocchino di 28 anni || Un caso che fa discutere. L’inchiesta per legittima difesa a carico del carabiniere che sparò e uccise un marocchino in evidente stato di agitazione che gridando “Allah è grande” aveva disarmato un collega e ferito gravemente un vigile urbano sparando all’impazzata, non va in archivio. Nuovo capitolo nell’indagine sulla tragica sparatoria del 24 aprile 2023 di Fara Vicentino, dove perse la vita il 28enne Soufiane Bougara e rimase ferito l’agente della polizia locale Alex Frusti, colpito dall’immigrato. Il Pm Cristina Carunchio aveva chiesto l’archiviazione per il brigadiere dei carabinieri Stefano Marzari, ritenendo che avesse agito per eccesso di legittima difesa dopo che il giovane, in stato di forte agitazione, aveva rapinato l’arma all’autista della pattuglia del 112 e aveva esploso alcuni colpi ferendo Frusti. Ma il Gip Matteo Mantovani non ha accolto, al momento, la richiesta perché ci sarebbero discordanze in alcune testimonianze. Nei giorni scorsi ha disposto ulteriori indagini accogliendo l’opposizione presentata dall’avvocato Paolo Spagnolo per conto della famiglia della vittima. Il Gip ha chiesto che vengano nuovamente sentiti l’agente Frusti e il secondo carabiniere presente. Nel frattempo è deceduto l’altro vigile intervenuto quel giorno, Diego Castelli di Piovene. Resta ancora senza spiegazione lo stato di alterazione del 28enne magrebino: l’autopsia non aveva evidenziato tracce di alcol o droga. La vicenda riaccende il dibattito sulla sicurezza degli operatori in divisa chiamati a intervenire in situazioni ad altissimo rischio, come appunto era quello in cui avvenne la tragedia. (Servizio di Ivano Tolettini)
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