18/03/2026 VICENZA – Sette arresti per il traffico illegale di clandestini cinesi. In questa rete un ruolo chiave anche il Vicentino e l’Alta Padovana || È il traffico di clandestini più redditizio, quello che passa dalla rotta balcanica e arriva fino al cuore del Veneto. E in questa rete, secondo gli investigatori, un ruolo chiave lo giocavano anche il Vicentino e l’Alta Padovana dove c’erano due centri di smistamento. L’operazione dei carabinieri di Monfalcone, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, ha smantellato un’organizzazione criminale che gestiva l’ingresso illegale di cittadini cinesi in Italia. Un sistema ben strutturato: i migranti venivano introdotti attraverso i confini orientali, poi trasferiti tra Trieste e Monfalcone in treno. Da lì il passaggio successivo, in furgone, verso basi logistiche proprio in Veneto, tra Vicenza e l’area dell’Alta Padovana. Qui venivano smistati e preparati per il viaggio finale: destinazione Prato o altri Paesi europei, spesso con documenti falsi. Nel corso delle indagini pedinamenti, sequestri di mezzi – alcuni con doppi fondi – e continui cambi di strategia da parte del gruppo, fino all’utilizzo anche dell’aeroporto di Venezia per trasferimenti verso la Spagna. A febbraio l’arresto della presunta boss a Roma, trovata con 20 mila euro in contanti e documenti falsi. In totale sette arresti, sei dei quali passeur, e trenta denunciati. Un traffico che passava anche dal nostro territorio, confermando come Vicenza e l’Alta Padovana fossero diventate snodi logistici sensibili lungo le rotte dell’immigrazione illegale cinese. (Servizio di Ivano Tolettini)


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