21/03/2026 VICENZA – Militari e vigili del fuoco avevano rifiutato il vaccino e per questo erano stati sospesi dal servizio. Il Tar del Lazio respinge il ricorso e pagano le spese legali || Avevano scelto di non vaccinarsi contro il Covid, rinunciando ad avere il green pass, nonostante l’obbligo previsto per legge, e per questo erano stati sospesi dal servizio senza stipendio. Protagonisti della vicenda 19 appartenenti alle forze dell’ordine – anche del comando provinciale della Guardia di Finanza e dei carabinieri del Vicentino -, e ai vigili del fuoco, finiti al centro di un contenzioso giudiziario che ora trova una prima conclusione. Il Tar del Lazio presieduto da Ianini ha dichiarato inammissibile il ricorso collettivo presentato dai lavoratori contro i provvedimenti adottati durante l’emergenza sanitaria. In sostanza, per i giudici non era possibile valutare in modo unitario situazioni diverse tra loro, legate a ruoli, funzioni e contesti operativi differenti. I ricorrenti contestavano la legittimità dell’obbligo vaccinale e delle conseguenti sospensioni, sostenendo una violazione dei diritti costituzionali. Ma il collegio ha ritenuto prevalente l’interesse pubblico alla tutela della salute, in un contesto eccezionale come quello della pandemia. Le sospensioni, scattate all’inizio del 2022 per chi non era in regola con il ciclo vaccinale, avevano comportato anche l’interruzione dello stipendio fino all’adempimento dell’obbligo. Oltre al rigetto del ricorso, arriva anche la condanna alle spese legali: circa 5 mila euro complessivi. (Servizio di Ivano Tolettini)


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