27/03/2026 VICENZA – Gianni Zonin e gli altri imputati rischiano fino a 15 anni di carcere per la bancarotta fraudolenta aggravata della Popolare di Vicenza. || E’ il vero processo per il fallimento della Banca Popolare di Vicenza da 6,2 miliardi di euro. E i presunti responsabili del carc rischiano fino a 15 anni di carcere per bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata. Sono l’ex presidente Gianni Zonin, il direttore generale Samuele Sorato, i vicedirettori generali Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta, Paolo Marin e Massimiliano Pellegrini, dirigente preposto alla redazione dei bilanci. Bilanci che tra il 2012 e il 2014 non fotografavano la realtà scavando un buco di 2,2 miliardi di euro; comunicazioni ritenute fuorvianti e un sistema di finanziamenti legati all’acquisto delle azioni della banca, le cosiddette baciate, per 1 miliardo di euro. È questo il cuore dell’impianto accusatorio scritto in dieci pagine di capo d’imputazione dai Pm Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi. Per i magistrati i vertici avevano raccontato bugie al mercato in 12 comunicati stampa e comunicazioni ai soci. Nel mirino la rappresentazione falsa del patrimonio nei bilanci. Un meccanismo doloso che, secondo l’accusa, avrebbe gonfiato i conti per centinaia di milioni: circa 545 milioni nel 2012, 700 nel 2013 e fino a 955 milioni nel 2014. Non solo. Le comunicazioni ufficiali avrebbero enfatizzato la solidità patrimoniale e il successo degli aumenti di capitale, senza evidenziare il massiccio ricorso a prestiti concessi agli stessi clienti per acquistare le azioni. Dati che, sempre secondo i Pm Salvadori e Pipeschi, hanno portato a indicare livelli di patrimonio e requisiti patrimoniali superiori a quelli reali, influenzando anche le valutazioni della vigilanza europea. In realtà era un disastro contabile che ha portato al tracollo miliardiario della banca. Ecco perché Zonin e i presunti complici rischiano fino ad altri 15 anni di carcere. (Servizio di Ivano Tolettini)
Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.