31/03/2026 VALBRENTA – Dramma a San Nazario di Valbrenta. Un noto ristoratore si è tolto la vita, sparandosi al volto, mezz’ora prima d’essere sfrattato. La comunità é sotto shock || Si temeva, ma nessuno avrebbe mai immaginato un simile tragico epilogo. Erano le 8.30 quando la piazza di San Nazario è stata squarciata da un boato. Gino Secco, 79 anni, gestore della tattoria e caffè centrale si era ucciso, sparandosi un colpo di fucile al volto nella sua abitazione, dove viveva con la moglie e una figlia, proprio sopra il locale. Mezz’ora prima che arrivasse l’ufficiale giudiziario per lo sfratto escutivo che da mesi pendeva sulla famiglia del ristoratore. Immediata l’allerta al 118. Quando i sanitari sono arrivati, ormai per Secco non c’era più nulla da fare. Uno shock per tutta la comunità. Su Secco e la famiglia pesavano da tempo grossi debiti. Lo sfratto avrebbe dato al ristoratore la mazzata finale. La moglie e la figlia hanno accusato un malore, sconvolte da un dolore insopportabile e insostenibile. Una tragedia avvenuta a una manciata di passi da loro. Sono state portate in ospedale per le cure e ora servirà l’aiuto di tutto il paese.I tre avrebbero dovuto lasciare in mattinata non solo la trattoria che gestivano da 40 anni, ma anche l’abitazione, per trovarsi praticamente in mezzo a una strada. E mentre il corpo di Gino Secco era appena stato portato all’obitorio, mentre una comunità piangeva un amico, mentre due donne si disperavano per non essere riucite a far desistere il padre e il marito da un gesto così estremo, i proprietari dello stabile facevano cambiare le serrature del locale, ponendo in essere lo sfratto, così come da agenda. Un’azione di profonda disumanità, che non è assolutamente passata inosservata ai presenti e pesantemente criticata anche dall’assessore Bombieri. – Intervistati ERMANDO BOMBIERI (Assessore Servizi Sociali Valbrenta) (Servizio di Vanessa Banzato)
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