07/04/2026 BASSANO DEL GRAPPA – La guerra in Medio Oriente ha fatto alzare i prezzi dei carburanti e, in alcuni casi, svuotare le riserve. || Il timore di restare a secco col carburante è il mantra di questi giorni dopo Pasqua. I primi allarmi hanno riguardato il cherosene per gli aerei, con riduzioni di carico in vari aeroporti italiani da nord a sud. Poi le scorte hanno iniziato a scarseggiare anche ai distributori per i veicoli stradali. Il cartello “esaurito” è comparso negli ultimi giorni a ripetizione in più stazioni di servizio della catena Eni. Sotto l’insegna del leone a sei zampe, diesel e diesel+ non si trovano più già dal giorno di Pasqua o anche dalla vigilia. Si parla di serbatoi che superano i 30.000 litri di capacità per ciascuna stazione di servizio. I gestori ci raccontano che, dopo la decisione dell’azienda di riportare il prezzo del gasolio sotto i due euro, in controtendenza rispetto agli altri marchi, è scattata la corsa all’acquisto con quantità inusuali. Molti hanno fatto il pieno, pur non avendo questa abitudine, tanti si sono presentati anche con le taniche. E le scorte sono finite nel giro di poche ore, essendo più di due terzi dei veicoli circolanti alimentati proprio col diesel. Al primo giorno feriale si attendono i rifornimenti, in partenza dal deposito di Marghera, ma non è detto che i trasferimenti riescano a seguire il ritmo della domanda. Negli altri distributori la fornitura c’è, ma il prezzo è più alto, specialmente alle cosiddette pompe bianche, che in condizioni normali, sono in genere più convenienti. Ora invece succede di vedere file di macchine arrivare, guardare le pompe e i cartelli e procedere dritto con malcelato disappunto. Lo scenario, al momento, riguarda temporaneamente un solo marchio, ma se il quadro internazionale si dovesse aggravare, potremmo trovarci davanti a situazioni ben più complicate. (Servizio di Mirco Cavallin)
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