13/04/2026 SCHIO – La Corte di Cassazione chiude un altro capitolo del crac della Popolare di Vicenza: respinti i ricorsi di due ex componenti del consiglio di amministrazione, confermate le sanzioni amministrative della Banca d’Italia. || La Cassazione mette un altro punto fermo sulle responsabilità amministrative legate alla gestione della Banca Popolare di Vicenza, fallita nel 2017 e per il cui primo procedimento penale, per ostacolo all’attività di vigilianza e aggiotaggio, sono stati condannati l’ex presidente Gianni Zonin e gli allora vertici manageriali. Nei giorni scorsi abbiamo riferito di una seconda indagine contro Zoni e gli ex manager per bancarotta fraudolenta per il crac da 7 miliardi di euro. Con due ordinanze, la Suprema Corte ha rigettato i ricorsi dai professori universitari e noti avvocati Marino Breganze e Vittorio Domenichelli contro le sanzioni inflitte dalla Banca d’Italia. Per Breganze, consigliere per 28 anni della Banca e presidente del comitato soci, resta confermata la sanzione complessiva da 175 mila euro. Per Domenichelli, componente del cda dal 2009 al 2016, e del comitato controlli, la sanzione è di 163 mila euro. Entrambi avevano impugnato le decisioni dopo il rigetto in Corte d’Appello a Roma. Al centro della vicenda, le risultanze delle ispezioni della Banca Centrale Europea tra il 2015 e il 2016: irregolarità diffuse nella gestione dei rischi, nei controlli interni e nel governo societario. Contestazioni che hanno portato Bankitalia ad avviare i procedimenti sanzionatori nei confronti degli ex vertici. La difesa sosteneva che le sanzioni dovevano avere un’applicazione di garanzie più ampie. Tesi respinta dalla Cassazione perché si tratta di sanzioni amministrative. Breganze e Domenichelli dovranno pagare anche le spese legali. (Servizio di Ivano Tolettini)
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