15/04/2026 VICENZA – Il governo accelera sulla Valdastico Nord e sulla holding autostradale. Ma mentre si parla di autonomia e grandi opere, riemerge una domanda: chi ha davvero guadagnato finora? || Avanti con la Valdastico Nord. Che coinvolge l’Alto Vicentino e di riflesso il Bassanese.Il ministro Matteo Salvini rilancia l’intesa e punta sulla creazione di una holding autostradale a controllo pubblico, con l’obiettivo dichiarato di trattenere sul territorio le risorse generate dalle infrastrutture. Alberto Stefani e Maurizio Fugatti, rispettivamente governatori di Veneto e Trentino, sono sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Un cambio di paradigma, almeno nelle intenzioni. Perché il passato racconta un’altra storia. Lo Stato che aveva svenduto le concessioni ai privati. La Brescia-Padova, una delle tratte più redditizie del Paese, nel 2025 ha incassato 470 milioni di euro, con una redittività clamorosa di 270 milioni di euro di margine operativo lordo. Sì, una miniera d’oro. Margini altissimi, che riportano al centro una questione mai davvero risolta: perché lo Stato, anni fa, ha concesso asset strategici così remunerativi ai privati? È il nodo politico ed economico che accompagna anche il progetto della Valdastico Nord. Da un lato lo sviluppo, la connessione con il Trentino, le imprese e le associazioni di categoria – da Confindustria agli artigiani – che chiedono infrastrutture. Dall’altro, la sostenibilità finanziaria e soprattutto la governance delle concessioni. Il rischio, secondo molti osservatori, è replicare modelli del passato: opere pubbliche, profitti privati. In questo caso i Benetton che con Perez controllano Abertis. A questo schema il ministro delle Infrastrutture e vicepremier, Matteo Salvini, ha detto stop. Per questo la partita della holding diventa decisiva. Se davvero sarà pubblica e veneta, come annunciato, potrebbe segnare una svolta. Altrimenti, sarà solo un’altra occasione mancata. Aspettiamo i fatti. Dopo mezzo secolo di parole. (Servizio di Ivano Tolettini)
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