20/04/2026 BASSANO DEL GRAPPA – La consegna del cappello alpino ai volontari che hanno collaborato con la Difesa alla buona riuscita delle olimpiadi invernali sta causando un’ondata di polemiche all’interno dell’Associazione Nazionale Alpini || C’è fermento nell’Associazione Nazionale Alpini, dove sta montando in modo tanto rapido quanto incontrollabile una polemica tutta interna alle penne nere. Il malcontento di parte degli associati è legato alla decisione di consegnare il cappello alpino anche a chi non ha fatto la naja, come prevede invece l’usanza e fra le righe pure lo statuto dell’associazione. Ma andiamo con ordine. Sabato a Verona i volontari dell’Ana che hanno contribuito alla buona riuscita degli eventi olimpici di questo inverno sono stati ringraziati per il loro impegno. Più di mille i volontari presenti in piazza Bra e 180 di loro, che hanno operato con la task force della Difesa dopo aver fatto i corsi specialistici al centro di addestramento, hanno ricevuto anche il cappello alpino. Da un punto di vista formale le regole sono rispettate, perché il coinvolgimento dell’esercito consente questa dotazione. Ma a molti alpini non va giù l’apertura dell’Ana a questa novità. Una rivoluzione che risponde di certo a una volontà, e a una necessità, di iniziare a dare un nuovo volto e un futuro diverso a un sodalizio che solo pochi anni fa tanti davano per condannato, per evidenti motivi anagrafici. Ebbene, questa scelta strategica ha causato una vera sollevazione, c’è chi annuncia di non voler più rinnovare la tessera e chi dice che si toglierà il cappello davanti al palco delle autorità durante lo sfilamento di Genova. E c’è anche chi chiede perché gli Amici degli alpini, pur se inquadrati nell’associazione, siano obbligati a sfilare con la berretta da lavoro norvegese e non con il cappello nonostante il loro impegno nella vita dell’Ana. La risposta è nelle norme di cui sopra e sono gli stessi amici degli alpini a dire che va bene così, ma l’emozione spesso travalica questi confini e lo sdegno sale a poche settimane dall’adunata nazionale. D’altronde sul cappello, come dice anche la canzone, c’è una lunga penna nera che per gli alpini è una bandiera. (Servizio di Ferdinando Garavello)


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