29/04/2026 CASTELGOMBERTO – I tecnici della Regione dicono che la Pedemontana non sarà una nuova Miteni, ma le preoccupazioni non mancano || Non basta dire che “non è un’altra Miteni”. Sul caso PFAS legato ai cantieri della Pedemontana Veneta resta un’ombra che preoccupa soprattutto i cittadini. Se da un lato si attende che la Procura di Vicenza avvii l’azione penale nei confronti di chi avrebbe inquinato nella realizzazione dei tunnel della Pedemontana di Malo e Trissino, dall’altro sono in pieno svolgimento le indagini per capire lo stato dei 23 siti in cui tra l’Alto Vicentino e il Bassanese sono stati stoccati milioni di metri cubi di terre di scavo contaminate. In Commissione regionale Sanità e Ambiente si è parlato della presenza di PFBA. Secondo i tecnici regionali non si accumulerebbero nel sangue come i Pfas a catena lunga, ma questo – viene chiarito – non significa che siano innocui. Anzi. Studi scientifici indicano possibili accumuli nei tessuti di organi come fegato e reni, con effetti ancora sconosciuti sull’uomo. Massimo Follesa, del Coordinamento Veneto Pedemontana alternativa, riguardo al documento regionale presentato il 23 aprile alle Commissioni regionali 2^ e 5^, sottolinea che:”Non smentisce le nostre 0’12” – CastelgombertoInsomma, le preoccupazioni restano. Il coordinamento ecologista Covepa parla di “situazione ben diversa” e punta il dito anche sui terreni agricoli dove è stato depositato il materiale scavato. – Intervistati MASSIMO FOLLESA (Comitato Covepa) (Servizio di Ivano Tolettini)


Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.videoid(-lefZL2lj10)finevideoid-categoria(bassanotg)finecategoria