27/05/2026 VICENZA – Quattro pagine sul sequestro Celadon come simbolo della penetrazione mafiosa nel Nord-Est. Nessuna riga, invece, sull’omicidio dell’avvocato Piero Fioretto e della moglie Dina, assassinati dalla ’ndrangheta a Vicenza il 25 febbraio 1991. E oggi la domanda scuote il Foro: può un libro intitolato Essere avvocati dimenticare uno dei suoi morti più illustri? || C’è un’assenza che pesa più di molte parole. E’ nel volume “Essere avvocati. L’avvocatura vicentina e i suoi protagonisti dal XV secolo all’età contemporanea”, presentato di recente a Vicenza, al Teatro Olimpico, davanti a centinaia di avvocati del Foro. Il libro, promosso dall’Ordine degli Avvocati, nella parte conclusiva dedica spazio al sequestro Celadon con un’analisi storica, giuridica e sociale ficcante. La mafia al Nord. La violenza della ’ndrangheta. Il trauma del Vicentino. Il ruolo degli avvocati. Un passaggio importante. Ma proprio qui nasce la domanda. Com’è possibile che, dentro un’opera che racconta anche il rapporto tra Vicenza, il diritto e la criminalità mafiosa, non venga mai citato Pierangelo Fioretto? Avvocato di primo piano del Foro vicentino, allievo prediletto del Prof. Trabucchi. Figura conosciuta non solo in città, fu ucciso insieme alla moglie Dina il 25 febbraio 1991 da killer legati alla ’ndrangheta. Un duplice omicidio che sconvolse Vicenza. Uno dei delitti più gravi e simbolici della storia giudiziaria veneta contemporanea. Non parliamo di fatti dimenticati dal tempo. Nei mesi scorsi è arrivata la condanna all’ergastolo di uno dei presunti killer, dopo oltre trent’anni di indagini. Nelle prefazioni del libro si legge che l’opera vuole essere “testimone dei tempi”, “memoria”, “strumento di riflessione”, “spaccato della società”. Si parla di completezza storica e di protagonisti dell’avvocatura vicentina. E allora il silenzio nel libro su Fioretto appare ancora più clamoroso. Perché se il sequestro Celadon, com’è vero, racconta la mafia che colpisce il territorio, è altrettanto vero che il delitto Fioretto racconta invece la mafia che colpisce direttamente il Foro vicentino. Ed è difficile pensare a un simbolo più forte, più drammatico, più coerente con il titolo stesso del libro: Essere avvocati”, dell’avv. Fioretto, ucciso dalla ‘ndrangheta per essersi opposto a un’operazione inquinata. Come più volte ha ricordato il fratello Giampaolo (Servizio di Ivano Tolettini)
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