28/05/2026 TRISSINO – Svolta nella vicenda Miteni e nell’inquinamento da Pfas che ha colpito una delle aree più vaste del Veneto. Il Consiglio di Stato conferma la linea del Tar: saranno le multinazionali che hanno controllato la società di Trissino a dover sostenere la bonifica ambientale. Un intervento da oltre 100 milioni di euro. || Non solo la messa in sicurezza della falda, ma anche la bonifica vera e propria del terreno contaminato dai Pfas. E soprattutto un principio destinato a pesare ben oltre il caso Miteni: chi ha controllato e gestito l’azienda deve contribuire economicamente al risanamento ambientale. Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar Veneto e ha stabilito che Mitsubishi Corporation, la lussemburghese International Chemical Investors Group ed Eni Rewind devono partecipare ai costi della bonifica del sito di Trissino, da cui per decenni si sono diffuse sostanze perfluoroalchiliche nelle province di Vicenza, Verona e Padova. Un intervento gigantesco, stimato attorno ai 100 milioni di euro, che riguarda uno dei più gravi casi di contaminazione ambientale in Italia. Secondo i giudici amministrativi, le multinazionali non possono limitarsi a sostenere di non avere responsabilità dirette: il fatto di aver controllato o gestito lo stabilimento in precise fasi storiche comporta obblighi anche sul piano ambientale. Nelle motivazioni il Consiglio di Stato richiama il principio europeo “chi inquina paga”, rafforzando l’obbligo di intervenire non solo sulle opere immediate di contenimento, ma anche sulla bonifica integrale dell’area industriale. L’area ex Miteni è considerata l’origine della contaminazione che ha interessato centinaia di migliaia di cittadini veneti. Per anni le sostanze chimiche prodotte nello stabilimento sono finite nelle falde acquifere e nella rete idrica, con conseguenze ancora oggi oggetto di studi scientifici e monitoraggi sanitari. La decisione amministrativa si affianca al procedimento penale concluso nel 2025 con condanne fino a 17 anni per disastro ambientale e avvelenamento delle acque. Sul punto il presidente della Provincia, Andrea Nardin, spiega:”Viene confermata 0’21” – opinione pubblica 1’04” – Intervistati ANDREA NARDIN (Presidente Provincia di Vicenza) (Servizio di Ivano Tolettini)
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