10/07/2026 VICENZA – Il Tribunale del Riesame di Vicenza annulla il sequestro preventivo disposto nei confronti di Carlo Alberto, Massimo ed Eugenio Calearo Ciman. I giudici ritengono che non è dimostrato il requisito fondamentale del concreto rischio che i beni potessero essere dispersi. || Non è l’ipotesi per i presunti reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione di erogazioni pubbliche e bancarotta fraudolenta a cadere, ma il presupposto che aveva giustificato il sequestro preventivo. Lo spiega il Tribunale del Riesame di Vicenza, che ha annullato il sequestrato di beni per 7 milioni e mezzo di euro all’imprenditore Massimo e ai figli carlo Alberto e Eugenio Calearo Ciman, difesi dall’avvocato Marco Dal Ben. I giudici spiegano che manca la prova del rischio concreto e attuale che gli indagati potessero sottrarre o disperdere il patrimonio, rendendo inefficace un’eventuale futura confisca. Secondo il Riesame, il Gip non ha spiegato perché questo pericolo sussistesse, soprattutto considerando che il sequestro è arrivato oltre un anno dopo la liquidazione giudiziale della Calearo Antenne, quando gli ex amministratori avevano ormai perso ogni potere di gestione della società. I giudici evidenziano inoltre che la Guardia di Finanza aveva accertato la consistente capacità patrimoniale dei tre indagati, composta soprattutto da beni immobili e mobili registrati, l’assenza di precedenti penali e la mancanza di elementi concreti che facessero pensare a un occultamento dei beni.«-» – Intervistati MASSIMO CALEARO CIMAN (Imprenditore) (Servizio di Ivano Tolettini)
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