20/07/2026 SCHIO – Le due maestre di Schio accusate di maltrattemnti verso i piccoli a loro affidati hanno chiesto di patteggiare. ma il giudice ha stabilito che 1 anno e 10 mesi di reclusione a testa sono pochi. Dunue il caso dell’asilo nido “Primi Passi” di Schio tornerà davanti al giudice. || Colpo di scena al processo alle maestre sui maltrattamenti avvenuti all’interno dell’asilo nido privato “Primi Passi” a Magrè di Schio. Il giudice non ha ritenuta congrua la pena di 1 anno 10 mesi di reclusione ed ha rimesso gli atti alla Procura. Davanti al Tribunale di Vicenza c’erano le due imputate, Francesca Corrà di San Vito di Leguzzano, e Giada Deganello di Marano Vicentino, che avevano ottenuto il consenso del procuratore aggiunto Giorgio Falcone. Le accuse alle maestre, che erano state arrestate e hanno scontato 7 mesi agli arresti domiciliari, sono di di maltrattamenti in concorso. Secondo l’accusa, le due educatrici, alle quali erano affidati bambini di età compresa tra pochi mesi e tre anni, hanno tenuto comportamenti violenti e umilianti nei confronti dei piccoli: bambini lasciati incustoditi nel dormitorio o nei corridoi e, in due occasioni, uno di loro all’esterno dell’asilo e sul balcone senza giubbotto nonostante il freddo di febbraio; insulti e parole offensive rivolte ai piccoli, urla e intimidazioni durante la giornata, strattoni, spinte e percosse, fino a bloccarli a terra o costringerli con la forza a rimanere immobili nei lettini. Parti offese sono 40 bambini e i loro genitori assistiti dagli avvocati Laura Piva, paolo Spagnolo, Deborah Squarzon, Daniela Marchioro e Gianluca Alifuoco. Nell’istanza dei difensori Fausto Taras e Andfrea Massalin, viene evidenziato che le imputate sono incensurate, si sono presentate spontaneamente all’interrogatorio riconoscendo le proprie responsabilità e manifestando sincero pentimento. Hanno inoltre inviato lettere di scuse e versato decine di migliaia di euro di risarcimenti, olter ad avere ceduto gratuitamente la quota della società che gestiva la scuola dell’infanzia, con l’abbandono definitivo dell’attività educativa. Si tornerà davanti al giudice in autunno, dopo che la pena sarà aumentata. (Servizio di Ivano Tolettini)


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