14/08/2026 ENEGO – Il sindaco di Enego, Marco Frison, scrive una lettera aperta alla sua comunità, scossa dalla vicenda di Adriano Cappellari. Avverte che si può cadere, il sindaco, ma chiede anche che Enego prosegua unita verso le sfide del futuro lasciandosi alle spalle i seminatori di zizzania || Nessuno è infallibile, men che meno chi Amministra. Anche un sindaco può sbagliare strada, cadere sui sentieri della vita. L’importante è rialzarsi, andare avanti come comunità e lasciare indietro chi alimenta il rancore. Questo è il messaggio che Marco Frison, sindaco di Enego, ha voluto lanciare ai suoi cittadini dopo settimane, mesi di cronaca legata esclusivamente alle vicende che hanno visto protagonista Adriano Cappellari. Di recente si è parlato di Enego solo per la vicenda legata a Cappellari. In realtà il paese dell’Altopiano vive una situazione molto complessa e lotta da tempo contro lo spopolamento, vero male endemico della montagna. E poi c’è tanto altro, come l’economia, l’ambiente, le malghe, i lupi, un turismo che cambia e che va governato, non subito. Tanti temi molto lontani della cronaca degli ultimi giorni. Alla fine, fa capire Frison, la comunità si salverà solo se starà unita. E il sottobosco, il non detto, di quanto è accaduto negli ultimi mesi rischia di minare questa coesione. Frison è giovane, ma sa bene che l’inverno in montagna non è mai la fine. È solo un momento di passaggio, quasi indispensabile nel ciclo delle cose. Poi, da una finestra socchiusa, torna a filtrare il sole e con lui la primavera. – Intervistati MARCO FRISON (Sindaco di Enego) (Servizio di Ferdinando Garavello)
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