02/03/2021 VICENZA – Palazzo Thiene va restituito alla città del Palladio. Ecco perchè merita di essere acquisito dallo Stato per farne un museo aperto al pubblico. || Palazzo Thiene, museo statale aperto al pubblico: un sacrosanto atto di giustizia, visto che nel luglio 2017, il Governo accolse un ordine del giorno in cui si impegnava ad acquisire l’antica sede di BpVi e a metterla a disposizione della città del Palladio. Allora il Ministro dei beni culturali era Franceschini, che guarda caso è stato confermato anche dal Premier Draghi. Quindi se il Governo è sempre il Governo e Franceschini è ancora lui, anche l’impegno preso dovrebbe essere sempre valido. Ovviamente questo sforzo è giustificato dal fatto che nella antica sede di BpVi è conservata la più grande collezione al mondo di Oselle Veneziane oltre ad opere nate dalle mani di maestri eterni, come il Tintoretto, Jacopo Bassano e Bartolomeo Montagna presenti nei più prestigiosi musei di tutto il mondo; e ancora, le opere dei toscani Carlo Portelli e Francesco Zuccarelli, del bolognese Bagnacavallo il Giovane, per non parlare della scuola di Fontainbleau, a cui appartengono artisti attivi nella corte di Francia. Come non bastasse, Palazzo Thiene è stato: progettato da Giulio Romano, il miglior allievo di Raffaello, eseguito da Palladio, e decorato con stucchi e sculture dal trentino Alessandro Vittoria. Sarebbe incomprensibile pessimismo sostenerne la rilevanza solo territoriale: un atto di umiltà persino eccessiva fino a sottovalutare e mortificare il valore del patrimonio artistico e culturale della città del Palladio. A proposito: non ci sono monumenti palladiani tra i musei nazionali. Consultando il sito ufficiale della Direzione Generale Musei del Ministero per i Beni Culturali emerge che sono stati acquisisti al patrimonio dello Stato sia castelli che non conservano particolari opere d’arte, sia edifici con esempi dignitosissimi di cultura a valenza locale, mentre Palazzo Thiene, patrimonio dell’Unesco ha valenza mondiale. E che non s’invochi l’impossibilità di esercitare la prelazione a causa della condizione delle casse statali, perchè allora ci sarebbe da chiedersi (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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