02/09/2026 VICENZA – Due episodi di violenza sessuale, Torino e Vicenza. Nel primo caso carcere e intervento immediato del ministro. Nel secondo, che coinvolgeva un alto funzionario pubblico, nessuna ispezione. Due vicende diverse, certamente. Ma anche due reazioni istituzionali molto diverse. || A Torino un commesso di un minimarket, cittadino bengalese, è stato arrestato per avere palpeggiato il seno di una cliente tredicenne. Un fatto molto grave. Ci sono le immagini delle telecamere. L’uomo finisce in carcere per due giorni e poi ammette, si scusa ed è rimesso in libertà con l’obbligo di firma.La decisione è stata di un Gip donna. Il Pm aveva chiesto la misura in carcere. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio dispone accertamenti ispettivi per capire perché l’indagato, già denunciato, fosse già libero. Vicenza adesso. Qui l’allora comandante provinciale dei Vigili del fuoco, attira con l’inganno una propria sottoposta nell’alloggio di servizio e tenta di baciarla. Viene indagato per violenza sessuale nei confronti di una vigilessa del fuoco. Dunque una sottoposta. La Procura aveva chiesto una misura cautelare, ma il gip la respinse. Nessun braccialetto elettronico, nessun divieto di avvicinamento. Il procedimento si è poi concluso con la messa alla prova. Il comandante ha scritto una lettera di scuse ed ha pagato il risarcimento. Due casi differenti e dunque impossibili da sovrapporre sul piano giudiziario. Nel primo è coinvolta una minore. Ma la domanda riguarda la politica. Perché l’allarme istituzionale esplode aTorino e non a Vicenza? Perché a Torino provoca immediatamente l’intervento del ministro e a Vicenza no? La nazionalità dell’indagato non dovrebbe contare. E nemmeno il grado, la divisa e il prestigio sociale. La giustizia valuta caso per caso. Ma se la politica pretende rigore dalla giustizia, dovrebbe pretenderlo sempre. Altrimenti il cittadino ha il legittimo sospetto dei due pesi e delle due misure. (Servizio di Ivano Tolettini)


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