03/03/2021 VICENZA – Il primo Dpcm firmato dal Premier Draghi non suscita entusiasmi, nè da parte delle categorie economiche nè da parte del mondo politico. || Il primo Dpcm griffato Draghi. Doveva cambiare tutto, o almeno molto, mentre invece è cambiato poco o niente.Gli artigiani aspettano risultati migliori: Draghi non promosso ma rimandato. Il cambio di passo non c’è stato. Scuole chiuse in zona rossa, mentre nelle altre aree con 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti saranno i Governatori a dover chiudere gli istituti con ordinanza. Dunque linea dura sulle scuole, mentre le piazze restano aperte, con la vendita da asporto delle bevande consentita anche dopo le sei del pomeriggio. E così Draghi s’attira molte delle critiche che si tirava dietro Conte coi suoi decreti. Anche in questo caso non si notano cambiamenti: i dpcm non uniscono ma spaccano. Dividono. E l’ultimo Dpcm non fa eccezioni. – Intervistati GIANLUCA CAVION (Presidente Confartigianato Vicenza), FRANCESCO RUCCO (Sindaco di Vicenza), SILVIO GIOVINE (Assessore alle Attivita’ Produttive di Vicenza) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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