13/10/2026 LONIGO – Una morte per overdose dietro il ritrovamento di un operaio nel fosso ad Almisano di Lonigo. A quasi tre anni dalla tragedia, la procura ha chiuso le indagini su un collaboratore scolastico: secondo l’accusa, avrebbe fornito la droga alla vittima. || Tiziano Zin non sarebbe morto per un annegamento provocato da un malore, ma per un’overdose. È la conclusione della Procura di Vicenza sulla morte dell’operaio di 59 anni avvenuta in una roggia ad Almisano di Lonigo la notte del 16 dicembre 2023.La procura ha indagato Ciro Giamundo, collaboratore scolastico di 57 anni, residente a Lonigo. È accusato di detenzione e cessione di stupefacenti e di morte come conseguenza dello spaccio. L’indagato respinge le accuse.A trovare Zin era stato il fratello: tornando a casa aveva notato la sua bicicletta sul ciglio di via Molino. Poi la drammatica scoperta nel fosso. Inutili i soccorsi.Autopsia ed esami tossicologici hanno indirizzato l’inchiesta sulla droga. Dal cellulare della vittima sono emersi frequenti contatti con Giamundo, anche nelle ore precedenti alla morte nel dicembre di tre anni fa.Lo scorso aprile, durante una perquisizione nella casa di Giacomundo, i carabinieri sequestrarono cocaina, 62 grammi di hashish, due bilancini e materiale per confezionare le dosi. Era scattato l’arresto ai domiciliari. (Servizio di Ivano Tolettini)


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