21/10/2026 NOGAROLE VICENTINO – Due anni dopo la riesumazione, i resti di Nadia Chiarello sono ancora all’istituto di medicina legale. La famiglia della diciassettenne di Nogarole, morta nel 1979, chiede di poterle dare nuovamente sepoltura. || «Ridateci Nadia per una degna sepoltura». Dopo 47 anni di domande sulla sua morte, la famiglia Chiarello affronta un’altra dolorosa attesa: quella della restituzione dei resti, ancora all’istituto di medicina legale dalla riesumazione del 2024.Al cimitero di Nogarole, un vaso di fiori ricorda la ragazza. La madre anziana, riferisce l’avvocata Chiara Parolin, chiede di poter vedere la figlia nuovamente sepolta prima di morire.«-»Così la legale della famiglia fotografò la situazione investigativa otto mesi fa. Nadia quando morì aveva 17 anni. Nel gennaio del 1979 fu trovata senza vita in un fossato ad Arso, davanti alla conceria dove lavorava, dieci giorni dopo la scomparsa. Il caso venne archiviato come l’investimento stradale di un pirata. Una ricostruzione mai accettata dai familiari, convinti che fosse stata uccisa.Nel 2021 la procura riaprì il fascicolo dopo l’istanza dell’avvocato Parolin. Poi la riesumazione e gli accertamenti, sui quali restano divergenze tra i consulenti.Secondo l’avvocata della famiglia, gli esami clinici dicono molto. Molte le persone interrogate dalla difesa e offerte alla Procura di Vicenza. La verità però rimane un autentico giallo, che appare difficile risolvere. La famiglia, intanto, chiede la restituzione dei poveri resti di Nadia. (Servizio di Ivano Tolettini)
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