22/10/2026 CASTELFRANCO VENETO – Iniziato il processo all’anestesista per la morte della rosatese Helen Comin. || Un intervento estetico al seno, poi la crisi cardiaca e cinque giorni di coma, fino alla morte. Era il 10 settembre 2024 quando spirava la rosatese Helen Comin, cinquant’anni di Cittadella, madre di quattro figli.Per il suo decesso si è aperto a Treviso il processo all’anestesista Fabio Toffoletto di San Donà, accusato di omicidio colposo. I familiari con gli avvocati Lisa tardivo e Crizia Andretta di Padova, non si costituirsi parte civile nel penale: chiedono i danni – alcune centinaia di migliaia di euro – in sede civile.Al centro delle contestazioni, una presunta somministrazione errata di farmaci e un’assistenza postoperatoria ritenuta inadeguata. Secondo la procura, sarebbe stato letale il mix di Sufentanil e Propofol. L’anestesista, difeso da Dario Lunardon di Bassano, è accusato anche il falso ideologico: nella cartella clinica non sarebbe stata riportata la somministrazione dei due medicinali.Helen era stata operata il 5 settembre alla DiViClinic di Castelfranco. Un’ora dopo l’intervento, la crisi cardiaca. Nonostante la rianimazione e il trasferimento in ospedale, non si era più ripresa.Il chirurgo plastico Antonio Di Vincenzo, coinvolto nell’inchiesta, era uscito dal processo patteggiando 8 mesi per omicidio colposo. (Servizio di Ivano Tolettini)


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