24/10/2026 PADOVA – Nelle province di Padova e Vicenza non ci sono situazioni critiche, ma tante opere da realizzare e manutenzione da effettuare. La Commissione parlamentare d’Inchiesta sul rischio idrogeologico rilancia anche la proposta di completare l’idrovia Padova-Venezia. || Il Veneto è la seconda regione d’Italia, dopo l’Emilia Romagna, per rischio idrogeologico. Una situazione resa ancora più fragile dagli 8300 chilometri di argini da tenere in efficienza, la stessa distanza che c’è tra Roma e Pechino. Dopo tre giorni di ispezioni e sopralluoghi tra le province di Padova e Vicenza, la commissione parlamentare d’inchiesta con poteri giudiziari fa un bilancio. Nessuna criticità grave, ma tante situazioni da migliorare.Due esempi? Alcuni ponti nel vicentino, che assomigliano ormai più a dighe, perché a causa dell’età fermano i detriti e rallentano il flusso dell’acqua del Bacchiglione, e la necessità di mettere in sicurezza a Padova i canali San Gregorio e Piovego tra Bacchiglione e Brenta. Senza questo intervento, è a rischio anche la realizzazione del nuovo ospedale.Gardini rilancia invece sull’idrovia Padova-Venezia. Il suo completamento porterebbe vantaggi in caso di alluvioni, e un valore aggiunto turistico con la navigazione e le piste ciclabili, oltre all’interazione col Mose. Il costo? Inferiore ai 300 milioni. – Intervistati PINO BICCHIELLI (Pres. Commissione Parlamentare Rischio Idrogeologico), ELISABETTA GARDINI (Commissione Parlamentare Rischio Idrogeologico) (Servizio di Federico Fusetti)
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