04/11/2026 COGOLLO DEL CENGIO – Chiedere documenti al Comune è un diritto. Ma a volte può diventare una condotta persecutoria? A Cogollo del Cengio Alberto Andretta è indagato per stalking: ha il divieto di avvicinarsi al municipio, a una funzionaria e all’ex sindaco Capovilla. Lui respinge le accuse. || Si può finire indagati per stalking dopo avere presentato una raffica di richieste di accesso agli atti? È il nodo dell’inchiesta sul 56enne Alberto Andretta, da anni in contrasto con l’amministrazione di Cogollo del Cengio. Le persone offese sono la funzionaria comunale Elena Scocco e l’ex sindaco Piergildo Capovilla. Per l’indagato è scattato il divieto di avvicinarsi a entrambi e al municipio. Secondo la procura le ripetute presenze negli uffici, gli esposti e le richieste di documenti avrebbero rallentato l’attività comunale. In alcuni scritti sarebbero comparse espressioni pesanti contro Capovilla. Ma ostacolare il lavoro degli uffici non equivale automaticamente a stalking. Per gli atti persecutori servono minacce o molestie reiterate che provochino grave e persistente ansia o paura, un fondato timore per l’incolumità oppure costringano a cambiare abitudini di vita. Alberto Andretta, difeso dall’avvocata Elena Dal Dosso, contesta l’accusa: sostiene di avere esercitato un diritto, chiedendo gli atti per verificare la legalità dell’azione amministrativa. E annuncia battaglia per difendersi. (Servizio di Ivano Tolettini)
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