28/03/2021 VICENZA – Pandemia. L’Ulss 8 serra i ranghi delle sue strutture sanitarie pronte ad affrontare il nuovo possibile picco del contagio || Corre il contagio. La terza ondata continua la sua lenta ma inesorabile scalata lasciando ancora il Veneto in zona rossa. Anche il vicentino deve fare i conti con i numeri che man mano che passano i giorni continuano a salire con il suo tributo di decessi. Oggi come ieri gli ospedale dell’Ulss 8 si attrezzano serrano i ranghi e si preparano a fra fronte ad un possibile picco. «Attualmente – spiega il dottor Vinicio Manfrin direttore di malattie infettive all’ospedale San Bortolo di Vicenza- sia malattie infettive ha solo pazienti Covid come anche pneumologia ha dovuto far spazio a pazienti contagiati»Anche la medicina è stata raddoppiata arrivando ai valori di novembre dicembre ovvero quando la seconda ondata del Covid stava avanzando. Riaperto anche Valdagno. Posti letto di riserva al momento non attivati invece in geriatria all’ospedale di Noventa Vicentina. Massima attenzione sulle varianti del virus in particolare quella inglese che i vaccini sembrano coprire bene qualche sorpresa sembra darla l’immunità naturale «si è cominciato a vedere qualche caso di soggetti – spiega sempre il dottor Manfrin – che considerati immunizzati perché hanno preso il Covid in precedenti ondate che si riammalano con la variante inglese». Tutto pronto per reggere l’urto anche di questa nuova ondata ma le maggiori aspettative sono rivolte agli effetti di questa chiusura, anche se non paragonabile ad un lockdown, e alle vaccinazioni – Intervistati VINICIO MANFRIN (Direttore malattie infettive ospedale San Bortolo Vicenza) (Servizio di Gabriella Basso)


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