17/06/2021 PADOVA – Esclusi dai fondi per il territorio, i Sindaci dei piccoli Comuni dichiarano guerra al Governo e si rivolgono al Capo dello Stato. || Orgoglio e dignità. La furia dei sindaci riparte da qui: la chiamata alle armi è fissata a Padova, dove arrivano sessanta primi cittadini con addosso la fascia tricolore. E’ la ribellione degli esclusi dal fondo di rigenerazione urbana: otto miliardi e mezzo di euro che il Parlamento nel dicembre 2019 aveva assegnato a tutti i Comuni italiani, mentre il Governo Conte, a gennaio 2021, scavalcando le indicazioni legislative, ha tagliato fuori tutti i centri con meno di 15mila abitanti. Questo ha scatenato la protesta, capeggiata, oggi, da Anci Veneto. La furia dei sindaci è giustificata: basta fare quattro calcoli per capire le loro ragioni. Dividendogli 8,5 miliardi per i sessanta milioni di italiani, verrebbe 141 euro a testa. Questo significa che in base alla popolazione, un centro come Torri di Quatesolo riceverebbe come riparto procapite 1.600.000 euro.Su otto miliardi e mezzo, al Veneto, che è una delle regioni più danneggiate, andrebbero solo 370 milioni: questo perchè con tanti centri di piccole dimensioni ed una bassa densità abitativa, vengono esclusi 503 comuni su 563, vale a dire l’89,34% del totale. Vicenza , poi, è la provincia con più comuni esclusi: ben 106, che pesano per il 93%. Insomma, qui c’è una maggioranza che viene privata di una grande opportunità che andrebbe a beneficio non solo dei cittadini, ma anche delle aziende del territorio, che potrebbero fare i lavori di rigenerazione urbana.Per questo i sindaci oggi sono pronti anche ad alzare la voce. – Intervistati MARIO CONTE (Presidente Anci Veneto), DIEGO MARCHIORO (Sindaco di Torri di Quartesolo), STEFANO LAIN (Sindaco di Grisignano di Zocco) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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