10/07/2021 VICENZA – Torniamo a parlare della rivolta dei sindaci, che chiedono al Governo di riequilibrare le loro responsabilità coi loro poteri. E i vicentini cosa ne pensano? Siamo andati a chiederglielo. || La rivolta dei sindaci: una battaglia civile, composta, ma ferma, inflessibile. I primi cittadini sono andati a Roma, una cinquantina dal Veneto, una dozzina dal vicentino. Insieme hanno firmato una lettera al Premier Draghi in cui spiegano che le leggi disincentivano chiunque dall’indossare la fascia tricolore perchè, inchiodati a catene burocratiche, tra costi vivi e stipendi bassi, si trovano schiacciati da responsabilità enormi che vanno oltre i loro poteri. Come nel caso del sindaco di Quinto Vicentino, che quando una signora è inciampata su questo marciapiede è stato condannato per lesioni personali colpose.I Vicentini giustamente richiamano il buon senso: amministrare un paese, e ancor più una città, con fondi limitati e bilanci a fisarmonica è diventato estremamente difficile, serve l’appoggio del Governo. (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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