29/07/2021 ROSA’ – Si facevano pagare il pizzo per concedere ai connazionali di etnia Rom di rimanere in Italia. 9 gli arresti per associazione a delinquere. Vittima una famiglia Rom di Rosà. || Intimidazioni, estorsioni, violenze, minacce anche di morte. Una storia che va avanti dal 2018, decine e decine di denunce presentate ai carabinieri della stazione di Rosà, lunghe e complicate indagini che hanno portato all’arresto di 9 persone di etnia Rom, 3 sono in carcere altre 6 ai domicialiari. Sono accusati di associazione per delinquere: nel loro mirino una famiglia di connazionali residente a Rosà che negli anni è stata costretta a pagare oltre 100 mila euro, un vero e proprio pizzo, per poter rimanere e lavorare sul territorio rosatese. Le minacce viaggiavano anche sul web con live realizzati dai capi del clan e visibili dall’intera comunità. Centinaia di video tradotti e analizzati dai militari. L’indagine, coordinata dalla procura di Vicenza, non è conclusa. – Intervistati FILIPPO ALESSANDRO (Comandate Carabinieri Compagnia di Bassano), JHONNY CONSILVIO (Comandante Carabinieri stazione Rosà) (Servizio di Monica Smiderle)


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