29/07/2021 BASSANO DEL GRAPPA – Da metà giugno sono caduti su Bassano 150 millimetri di pioggia. E sono caduti tutti dentro lo squarcio dell’Astra. Ma il Comune ha rimandato la data ultima per la messa in sicurezza del sito da parte della proprietà || Un mese e mezzo è passato dal giorno del crollo del tetto del teatro Astra, e in questo mese e mezzo si sono inseguite sul bassanese numerose perturbazioni, che hanno scaricato qualcosa come 150 millimetri di pioggia: acquazzoni e fortunali si sono abbattuti su quel che resta dell’Astra, portando danni che al momento non è possibile quantificare. Ma è facile comprendere come continue ondate di maltempo possano danneggiare ulteriormente la struttura e gli arredi, con conseguenze che potrebbero risultare gravissime per l’edificio. Ne fa riferimento anche il tecnico incaricato di verificare la situazione della sicurezza relativamente all’Astra, le cui relazioni – assunte al protocollo del Comune e citate in una recente ordinanza sindacale – dicono testualmente: “Si ritiene che in occasione di eventi meteorologici eccezionali possano verificarsi dei distacchi o delle cadute di coppi dalle cornici della copertura”. Il tecnico raccomanda un intervento di demolizione dall’alto di parti pericolanti come controsoffitti e capriate lignee, che cadranno all’interno. Insomma, interventi di demolizione parziale di parti da far crollare nel teatro, con tutte le conseguenze del caso per quello che rischia di diventare un guscio vuoto nel cuore della città. Una situazione decisamente complicata, sulla quale l’Amministrazione di Elena Pavan non dice nulla da giorni: dopo tante parole e tanti annunci non si è più saputo nulla dell’operazione di acquisizione del teatro tanto sospirata dai bassanesi. Idem per il costo dell’operazione – che secondo molti dovrebbe essere pari a zero o simbolico data la situazione. L’unica novità è che il sindaco Pavan ha dilatato fino al 7 agosto i termini per la messa in sicurezza della struttura. In attesa di una nuova perturbazione, di un nuovo fortunale e di chissà cosa ancora. (Servizio di Ferdinando Garavello)


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