19/08/2021 VICENZA – Dopo il suicidio in cella dell’uomo accusato di aver ucciso il vicino di casa a Marano, oggi torniamo su una proposta già lanciata da Rete Veneta: un Osservatorio per le carceri. || Una tragedia dietro l’altra, in un effetto domino drammatico. Questo è il fucile con cui è stato ucciso Mario Testolin, il pensionato freddato con due colpi vicino alla sua casa di Marano. Gelindo Grisotto, il muratore accusato dell’omicidio, si è tolto la vita in cella a poche ore dal primo delitto. E’ il momento di farsi delle domande, di dare delle risposte. A cominciare dalle carceri, su cui la politica deve cominciare a dare risposte. Al San Pio X di Vicenza al 31 dicembre del 2020 a fronte di 240 detenuti previsti, se ne contavano 335, con un sovraffollamento del 140%. Al contrario gli agenti di polizia penitenziaria erano 192, di cui 181 effettivamente disponibili. C’è bisogno di potenziare l’organico.Serve un investimento sulle carceri perchè non siano luoghi di morte, perchè non siano luoghi di violenza, spesso a discapito degli agenti di polizai penitenziaria. Noi di Rete Veneta avevamo lanciato la proposta di istituire un osservatorio delle carceri che parta da Vicenza, dal Veneto, come modello da portare a livello nazionale. Un osservatorio per monitorare i progressi dello Stato nel migliorare la situazione delle case circondariali, una situazione purtroppo ancora esplosiva. Oggi torniamo a lanciare questa proposta al mondo politico. – Intervistati PIERANTONIO ZANETTIN (Forza Italia – Deputato), JOE FORMAGGIO (Fratelli d’Italia – Consigliere Regionale Veneto) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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