25/08/2021 VICENZA – L’inchiesta sul suicidio in carcere dell’omicida di Marano. La Procura indaga sull’operato della polizia penitenziaria. || Casa circondariale di Vicenza “Filippo Del Papa”. L’inchiesta aperta dalla Procura sul suicidio in cella di isolamento di Gelindo Grisotto, l’omicida reo confesso di Marano vicentino, ha portato i magistrati ad indagare l’operato di due agenti di polizia penitenziaria. Ipotizzata l’omissione di atti d’ufficio o la morte come conseguenza di altro reato. Un atto dovuto per capire se il suicidio del detenuto fosse evitabile. Il pubblico ministero Jacopo Augusto Dal Corno, dopo aver sottoposto Grisotto ad un lungo interrogatorio fino ad ottenere la confessione dell’omicidio, aveva raccomandato una stretta sorveglianza in cella. Il “biglietto di carcerazione ” consegnato ai carabinieri, motivava la richiesta acausa di «una situazione di fragilità psicologica» del detenuto. Quante volte è stato controllato nel corso delle 5 ore trascorse dall’ingresso al carcere fino alla scoperta della morte? La sorveglianza speciale è stata realmente effettuata? Quesiti a cui dovranno rispondere le due guardie carcerarie presenti la notte del 17 agosto. L’avviso di garanzia emesso verso i due agenti è stato un atto dovuto per consentire loro di adottare le opportune forme per sostenere la difesa legale. (Servizio di Daniele Garbin)


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