26/08/2021 TREBASELEGHE – L’inchiesta giudiziaria sul caporalato all’interno dello stabilimento di Grafica Veneta a Trebaseleghe. Martedì mattina hanno chiesto e ottenuto l’interrogatorio i due manager dell’azienda agli arresti domiciliari. Il gip in queste ore ha revocato gli arresti domiciliari e disposto l’obbligo di dimora. || Nessuno sfruttamento ha riguardato i dirigenti di Grafica Veneta coinvolti nell’inchiesta sul caporalato della procura della repubblica di Padova che martedì, dopo averlo chiesto in modo spontaneo, sono stati a lungo interrogati dal pm titolare delle indagini che ha dato parere favorevole alla revoca della misura cautelare. A spiegarlo, nel suo studio padovano, è il difensore di Giorgio Bertan, l’avvocato Fabio Pinelli che comunica come l’istanza sia stata parzialmente accolta dal Gip e che per i due manager oltre a Giorgio Bertan, Giampaolo Pinton, è stata disposta la misura dell’obbligo di dimora nel loro comune di residenza. Nessuno sfruttamento in capo ai dirigenti di Grafica Veneta, puntualizza il legale che aggiunge come l’azienda abbia usato, come prevede la legge, l’istituto del contratto di appalto di servizi. L’appalto di servizi rappresenta l’1,8% della spesa complessiva per la manodopera per Grafica Veneta nei primi sei mesi del 2021, cifra che negli anni precedenti arrivava al massimo al 3%, precisa l’avvocato Pinelli. Adesso i due manager coinvolti Giorgio Bertan e Giampaolo Pinton sono pronti a chiedere la totale revoca delle misure cautelari. – Intervistati FABIO PINELLI (Difensore indagato) (Servizio di Chiara Gaiani)


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