05/10/2021 BASSANO DEL GRAPPA – Dopo il grande evento di domenica, resta l’amarezza per alcune “sviste” della sindaca Pavan, che ha accentrato su di sé quello che doveva essere l’evento del territorio. || Inaugurazione del ponte vecchio e sfilamento degli alpini, che sono tornati ad attraversare il monumento nazionale in una giornata carica di emozioni, gioia e orgoglio. Passata l’euforia dell’evento restano alcune amarezze, legate soprattutto a un’organizzazione da parte del comune che da molti è stata definita “discutibile”.A cominciare dalla volontà di accentrare totalmente su di sé la restituzione ufficiale del ponte degli alpini, da parte della sindaca di Bassano, Elena Pavan, elemento palesemente spiccato durante i discorsi delle autorità al teatro Tito Gobbi. Come se studi, progetti, lavori, beghe burocratiche e legali brillantemente superate, decisioni difficili e fondamentali, ricerca di fondi, sia tutto ricaduto sulle sue spalle e su quelle dei suoi amministratori. Chi vive a Bassano – e non solo in realtà – sa benissimo che l’attuale giunta, per quanto concerne il lungo restauro del monumento, si è trovata con un bel “ tutto pronto”. Non hanno dovuto far altro che far proseguire i lavori su una strada già tracciata e consolidata da chi li ha preceduti. E durante la tanto attesa inaugurazione, non una parola è uscita dalla bocca della prima cittadina verso l’ex sindaco Riccardo Poletto, l’ex assessore ai lavori pubblici, Roberto Campagnolo coloro che hanno vissuto in prima persona l’ammaloramento del ponte tanto amato dalla città e hanno preso la decisione fondamentale della terapia d’urto radicale per curare e far guarire quello che per anni abbiamo chiamato il grande malato . Elena Pavan non ha fatto accenno a chi si è battuto per fare del ponte il monumento nazionale che tutti noi amiamo, l’onorevole Germano Racchella, che non solo è l’unico parlamentare del bassanese, ma è pure del suo stesso partito. Nemmeno ai luminari che hanno curato gli studi e la progettazione del ponte, non una menzione per il professor Claudio Modena. Non un accenno al sovrintendente Vincenzo Tinè, il cui ruolo negli ultimi due anni è stato fondamentale, solo per citarne (Servizio di Vanessa Banzato)


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