18/10/2021 VICENZA – Green Pass tra contraddizioni e richieste di modifica. Ma i vicentini lo promuovono. || Dici Green Pass e già tutto è stato detto. Poco resta da raccontare, nulla da scoprire. Rimangono le ipotesi, qualche domanda e niente più, del genere: quanto durerà l’era del green pass, verranno modificate le regole? Piaccia o non piaccia, la certificazione verde, che ha spaccato l’opinione pubblica e che ha sollevato critiche e proteste di piazza, da venerdì 15 ottobre, quando è diventata obbligatoria per tutti i lavoratori, a Vicenza non ha avuto ripercussioni dolorose sui servizi pubblici, nè ci sono state assenze pesanti nelle aziende private. Insomma, a giudicare da questi primi giorni, il green pass obbligatorio non richiede interventi o modifiche urgenti, semplicemente perchè la sua introduzione è stata praticamente indolore per il mondo produttivo vicentino. Semmai si può discutere delle inevitabili contraddizioni a cui il green pass ha portato, delle sue disfunzioni: se in un ambiente di lavoro la sicurezza sanitaria è prioritaria, perchè nei supermercati o nei tribunali, o sugli autobus del trasporto locale, autisti, commessi e dipendenti devono avere la certificazione verde ma non utenti e clienti? E perchè se il Governo non impone l’obbligo vaccinale per avere il green pass la vaccinazione è gratuita mentre l’alternativa, i tamponi, sono a pagamento? Questi i temi di discussione, di scontro, di confronto, nei palazzi della politica così come nelle piazze o nei bar, tra avventori in piedi senza green pass e quelli seduti perchè hanno la certificazione. Ad oggi sono diversi i cittadini che chiedono di modificare le rigidità del green pass, allungando la validità dei test da 48 a 72 ore, calmierando i prezzi dei tamponi in modo che le leggi vengano incontro a chi lavora. Fatto sta che il Green Pass ha tutto per sopravvivere fino al 31 dicembre 2021, data ad oggi di scadenza dello stato di emergenza. Prima di abolire la certificazione verde bisognerà riaprire al 100% alcune attività, come le discoteche, e poi gradualmente, eliminare l’obbligo delle mascher (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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