VICENZA – Il Covid non colpisce solo la salute fisica e il mondo del lavoro ma sempre più anche l’aspetto spicologico. Al centro di salute mentale dell’Ulss 8 di Vicenza sono in aumento i pazienti con sindrome aggressiva e post traumatica || Di Covid si muore, lo abbiamo visto già nella prima ondata del virus a primavera, a causa del Covid rischiano di morire le attività economiche ma il Covid ha effetti collaterali ad ampio spettro sulla persona. E’ stato istituito un osservatorio sui suicidi e già i dati riportano 54 casi e altrettanti tentati riconducibili tutti al Covid. L’ordine nazionale dei farmacisti riporta come già a marzo la vendita degli antidepressivi sia schizzata alle stelle ed ora con la seconda ondata sarà probabilmente lo stesso. Di Covid ci si può mortificare e ci possono essere conseguenze psicologiche irreversibili. Al centro di salute mentale dell’Ulss 8 sono in aumento due patologie la prima è il disturbo post traumatico, quello per intenderci legato a guerre, disastri ambientali, e che colpisce i soggetti che sono rimasti in terapia intensiva, intubati che hanno temuto di morire. Persone che a distanza di mesi vivono quanto accaduto come un trauma. L’altro fenomeno che si riscontra in questo momento sempre al centro di salute mentale riguarda l’aggressività nei posti di lavoro.E’ l’incertezza lavorativa, persone che temono di più la perdita del lavoro che non di infettarsi e ciò finisce con l’alzare il livello di conflittualità. E poi osservando la società c’è un fenomeno più generale che colpisce proprio in questa seconda ondata del virus una sindrome amotivazionale. Non siamo più combattivi come a primavera pronti a pagare il costo anche di scelte politiche complice anche la consapevolezza che non andiamo verso l’estate con il sole che cura ma verso il freddo e buio inverno. – Intervistati LIVIO DALLA VERDE (Psichiatra Centro salute mentale Ulss 8) (Servizio di Gabriella Basso)


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