01/11/2021 VICENZA – Nella Vicenza che si candida a Capitale Italiana della Cultura 2024 serve innanzitutto riportare i giovani, gli studenti, allargando l’offerta dei corsi universitari. Una proposta di Rete Veneta che permetterebbe di ridare vita a spazi oggi inutilizzati. A sostenere questo progetto anche il capogruppo del Partito Demcratico in consiglio regionale, Giacomo Possamai. || Capitale della Cultura 2024. Ormai il titolo del dossier con cui Vicenza si candida è svelato: “la cultura è una bella invenzione”. Un riferimento non casuale a fatti e persone realmente esistite: sì perchè fu il grande architetto, il Palladio, ad interpretare la bellezza nel senso di costruzioni e di creazioni frutto dell’ingegno. Ma per dare una nuova dimensione al futuro della città non basta l’ingegno, serve anche la conoscenza. Un patrimonio da trasmettere attraverso la scuola e l’università. Bisogna formare studenti che abbiano competenze utili a soddisfare le esigenze delle aziende vicentine, per rilanciare le attività imprenditoriali, ma non solo. Studenti per riempire le piazze, le strade, i locali, i negozi del centro storico. Studenti per far vivere la città del palladio 12 mesi all’anno. Studenti per restituire una funzione a spazi che oggi non sono più utilizzati. L’università può essere la chiave del rilancio della città che si candida a capitale della cultura 2024. Per questo noi di Rete Veneta torniamo a chiedere che a Vicenza venga aperta una facoltà di architettura, o per lo meno dei corsi universitari in particolare su Andrea Palladio e le sue opere. Una città di grande tradizione storica e artistica come Vicenza non può prescindere dall’università. Essere capitale italiana della cultura vuol dire seminare futuro partendo dalle nuove generazioni. – Intervistati GIACOMO POSSAMAI (Partito Democratico – Capogruppo in Consiglio Regionale) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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