04/11/2021 BASSANO DEL GRAPPA – 55 anni fa l’alluvione che fece ingobbire il Ponte Vecchio. Oggi quel Ponte è pronto per intraprendere il cammino per diventare patromonio Unesco insieme al paesaggio che lo circonda. || 4 novembre 1966, una data ha lasciato il segno, in tutti i sensi e in tutti coloro i quali si ricordano della grande alluvione di Firenze. Il Brenta quel giorno raggiunse limiti mai visti, nel momento di maggior piena sotto le arcate passarono 2300 metri cubi d’acqua al secondo.I segni dicevamo sono rimasti, qui… ma per fortuna non sul Ponte Vecchio che, ingobbito per i colpi del Brenta rimase in piedi sorretto dagli sguardi e dalle speranze di tutti i bassanesi.Oggi il Ponte Vecchio è un’immagine da “cartolina”, insieme a tutto ciò che lo circonda. Il presidente Luca Zaia ha parlato di avviare il percorso per la sua candidatura a Patrimonio dell’Umanità. Ma i prodromi di questo viaggio hanno radici che affondano nel 2015, quando è stato avviato l’iter per il restauro del Ponte e l’allora Amministrazione Poletto riuscì ad ottenere un vincolo di tutela ministeriale, individuando l’area del Ponte e del Castello degli Ezzelini come “la cartolina di Bassano universalmente riconosciuta”. Questo vincolo di tutela paesaggistica ha di fatto fermato l’immagine di Bassano nei secoli a venire, lasciandola intatta ed è un elemento di forza talmente straordinaria da rendere tutto, adesso, possibile. La direzione è segnata, il cammino che oggi l’Amministrazione Pavan vuole percorrere va nella direzione giusta purché non si perda la rotta tracciata nel passato. (Servizio di Alex Iuliano)


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