12/11/2021 BASSANO DEL GRAPPA – Il Governo stanzia contributi a fondo perduto per i Comuni che vogliono investire in opere pubbliche o sicurezza. Pioggia di soldi nel Bassanese, ma Bassano del Grappa rimane a bocca asciutta perchè non presentato richiesta. || Una pioggia di contributi statali ai Comuni per la realizzazione di opere pubbliche e per la messa in sicurezza di edifici e viabilità. Una manna che il Ministero dell’Interno ha riconosciuto alle Amministrazioni locali che ne hanno fatto richiesta o meglio, che hanno avuto la lungimiranza di programmare, proporre e pianificare il futuro del proprio territorio. Alcuni esempi virtuosi arrivano da Rosà, che si è aggiudicata 2 milioni di euro a fondo perduto, Marostica che porta a casa 1 milione e 200 mila euro e poi Cartigliano che riceve 1 milione, Schio 950 mila euro, Rossano Veneto 600 mila euro, Tezze sul Brenta 400 mila euro.Sotto questa pioggia, salvifica e mai come in questo momento fondamentale per le Amministrazioni comunali, la grande assente è Bassano del Grappa che rimane a bocca asciutta. Un’assente ingiustificata, perché di certo alla città ed ai suoi cittadini avrebbero fatto comodo risorse per risolvere problematiche o più semplicemente per migliorare la qualità della vita di chi abita, di chi ci lavora e di chi viene a visitarla. Niente da fare, ma la cosa più grave non è questa. Nell’allegato A del decreto di assegnazione vengono elencati i Comuni beneficiari del contributo e, come detto, Bassano non c’è. Ma l’assenza che stona maggiormente è un’altra: nell’allegato B, infatti, il Ministero elenca i Comuni a cui NON ha concesso i contributi. Ebbene, il nome di Bassano del Grappa non figura nemmeno qui. In altre parole, l’Amministrazione Pavan non ha fatto richiesta, non ci ha nemmeno provato. E’ rimasta ferma, come chi non ha idee, non ha progetti, non ha futuro. Una mancanza che è più di una colpa, perché ha penalizzato la comunità e tolto alla città un’opportunità importante. A questo punto, se i cittadini non possono contare su un’Amministrazione che tuteli i loro interessi, viene da chiedersi se nell’Amministrazione del cambiamento non ci sia da cambiare qualcosa. (Servizio di Redazione Medianordest)


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