27/11/2021 VICENZA – Montecchio Maggiore sta diventando un nodo inestricabile per la viabilità dell’ovest vicentino. Soprattutto adesso, con l’avanzare dei cantieri della Tav, è necessario trovare alternative per non strozzare il traffico. Sulla questione è intervenuto il capogruppo in consiglio regionale del Partito Democratico: Giacomo Possamai. || La Tav alla conquista dell’west. Nell’ovest vicentino la battaglia politica si concentra sul nodo di Montecchio Maggiore, all’incrocio tra l’A4, la Pedemontana e la Tav. Il cavalcaferrovia di Via Battaglia va chiuso e abbattuto per consentire i lavori dell’alta velocità, ma prima serve un’alternativa al traffico, altrimenti si rischia la paralisi.La Tav avanza ed i sindaci dell’ovest vicentino sono preoccupati dall’impatto dei cantieri nei loro paesi. Ormai l’alta velocità è alle porte di Altavilla, dove dovranno essere chiusi e abbattuti tre cavalcaferrovia, ma non c’è ancora un progetto per risolvere le interruzioni dei collegamenti legate ai lavori ed arginare il conseguente aumento dei flussi di traffico che non potranno essere assorbiti dalla viabilità ordinaria. Questa situazione rischia di ricadere non solo nella vita dei cittadini, ma anche sui costi delle aziende, che vedranno dilatarsi i tempi di consegna e distribuzione delle proprie merci e delle materie prime.Oggi i nodi arrivano al pettine. Parte del traffico strozzato dai cantieri della Tav rischia di riversarsi poi su altri comuni: da Creazzo a Sovizzo: una via d’uscita è anticipare la realizzazione del cavalcavia del Melaro e posticipare la chiusura di via Battaglia, a Montecchio. – Intervistati GIACOMO POSSAMAI (Partito Democratico – Capogruppo in Consiglio Regionale Veneto) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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