22/12/2021 PEDEMONTANA – E intanto una cosa è certa: le due terapie intensive covid, a Bassano e Santorso, così come deciso dalla direzione ulss 7, “tagliano” le cure nei due nosocomi. || Preoccupa, e non poco, abbiamo sentito, anche nel nostro territorio la situazione dei ricoveri negli ospedali. Nello specifico, i due nosocomi di Bassano e Santorso, dove, dal bollettino divulgato da azienda zero, risultano 10 pazienti covid ricoverati nella terapia intensiva, 4 al San Bassiano, 6 nell’ospedale alto vicentino. Ed è proprio qui che nascono i problemi. Perchè il fatto che in entrambe le strutture sanitarie ci siano pazienti covid, sia in area critica che non, così come deciso in maniera assai discutibile dalla direzione dell’azienda, ha comportato la chiusura di gran parte degli ambulatori e delle attività normalmente svolte negli ospedali. Il blocco delle operazioni chirurgiche, degli interventi in day ospital, mettendo in forte crisi reparti come la chirurgia, la nefrologia, la cardiologia. Con pesanti ricadute sulla nostra sanità, perchè in queste condizioni le persone con patologia diversa dal covid, non possono essere curate a dovere. Non ci si può non chiedere perchè la direzione non decida di attivare, così come nella precedente ondata il covid hospital di Santorso. Che ben funzionò a suo tempo, permettendo così al San Bassiano di perseguire con il suo lavoro di cura, mentre ai malati covid veniva garantita la totale assistenza a Santorso. Lo stesso governatore Zaia ha dichiarato l’efficacia della riattivazione degli ospedali covid. E’ successo a Padova, con Schiavonia, a Venezia, con Jesolo. E’ chiaro a questo punto che all’ulss 7 Pedemontana ci troviamo di fronte a una gestione e una organizzazione non adeguate. Cosa aspetta la regione a prendere provvedimenti? – Intervistati LUCA ZAIA (Presidente Regione Veneto) (Servizio di Vanessa Banzato)


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