07/04/2022 VICENZA – Paolo Rossi per l’Italia e per il mondo è un grande Campione. Per Vicenza è qualcosa di più: è un simbolo. Per questo nasce un progetto, che fonde arte e sport. || Cartoline dal passato. Da una storia appassionata, d’amore e di pallone. Pablito: per i tifosi lui è il campione; per qualcuno è Paolo: l’amico, il padre, il marito. Ma per tutti è Paolo Rossi. La sua vita, dai campi di Prato a Vicenza, la maglia che lo ha lanciato, la città che lo ha adottato. Un figlio, un fratello indimenticato, indimenticabile. Il bomber, la sua maglia numero nove resta per sempre, indelebile nei ricordi. Ma anche il presente ed il futuro sono pieni di lui: le scritte sui muri, le foto davanti allo Stadio, la statua che lo ricorderà davanti alla sede del Lane, in Largo Paolo Rossi, 9. E poi… e poi. Nasce un progetto che unisce arte e sport per celebrare una delle icone indiscusse del calcio italiano, mondiale. Un progetto chiamato “Il mio nome è Paolo Rossi”.Un murales alto 60 metri e largo 24. Un’opera immensa, sulla parete della torre Everest, uno dei simboli della Vicenza del boom economico, decaduto negli anni, fino a sprofondare nel degrado di Viale Torino, per poi, oggi, tornare a essere ancora simbolo, parete artistica, piena di colori, i colori di Paolo Rossi, con la sua energia positiva, con i suoi valori, capaci di rigenerare questa zona a ridosso della stazione ferroviaria. – Intervistati FRANCESCO RUCCO (Sindaco di Vicenza), FEDERICA CAPPELLETTI (Moglie di Paolo Rossi), ALESSANDRO ROSSI (Figlio di Paolo Rossi) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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