VICENZA – Anche quest’anno si ripropone il problema del Pm10 e del blocco delle auto: a rischio gli Euro4 e anche gli Euro5. || Il Covid ha detto che il Re è nudo: in pratica ha svelato quello che pochi hanno raccontato fino ad oggi, e cioè che il blocco delle auto a cui ci siamo abituati incide molto sulla nostra vita e poco sull’ambiente, visto che le polveri sottili, durante il lockdown di marzo hanno avuto una riduzione percentuale troppo basso per il sacrificio richiesto ai cittadini: dagli studi elaborati da Arpav, infatti, emergerebbe che mentre le macchine incidono per il 10%, stufe e riscaldamenti avrebbero un impatto del 43% sulla produzione del Pm10. Il resto deriverebbe dalle coltivazioni agricole. Insomma, il blocco delle auto, nell’inverno del Covid, sarebbe giusto che portasse ad attente valutazioni, poco ideologiche e molto pragamatiche e pratiche. Anche perchè con la crisi legata all’epidemia diventa più difficile, per i cittadini, comprare auto nuove che possano circolare senza limitazioni. E d’altra parte incentivare l’uso dei mezzi pubblici diventa pericoloso in chiave di sicurezza sanitaria. – Intervistati SIMONA SIOTTO (Assessore all’Ambiente di Vicenza) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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