01/05/2023 BASSANO DEL GRAPPA – L’Europa salva le stalle del Veneto escludendole dalla normativa sulle emissioni, e gli allevatori tirano un sospiro di sollievo || “Le stalle non devono essere paragonate alle grandi industrie in fatto di emissioni”: parola di Floriano de Franceschi, presidente dell’associazione degli allevatori del Veneto, che esprime soddisfazione per la storica decisione presa qualche giorno fa dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Nel mirino dell’Unione Europea c’era infatti l’inserimento degli allevamenti nella nuova direttiva sulle emissioni industriali, che veniva vista dal comparto primario del Veneto come il preludio a un disastro. L’Arav sottolinea come la proposta della commissione europea di inserire gli allevamenti nella direttiva avrebbe fatto chiudere un numero enorme di stalle e allevamenti. Una decisione importante, quindi, che preserva anche da ulteriori oneri a carico dei settori suinicolo ed avicolo e viene incontro a quanto sollecitato dal sistema degli allevamenti italiano, che aveva a più riprese sottolineato l’assurdità tecnica e scientifica di assimilare l’attività delle stalle a quella di stabilimenti industriali.La Commissione Europea, da parte sua, aveva proposto di ampliare le attività ricomprese nella Direttiva sulle emissioni agli allevamenti bovini con numero di capi superiori a 150 unità. “Ciò avrebbe portato alla chiusura di molte stalle venete – prosegue il presidente De Franceschi – con la conseguente perdita del valore economico e sociale, ma anche ambientale, della zootecnia italiana, considerata la vocazione della nostra regione”. La zootecnia veneta, invece, ha compiuto negli ultimi anni considerevoli sforzi per accrescere il grado di sostenibilità delle aziende. (Servizio di Ferdinando Garavello)


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