05/12/2023 PADOVA – Il commosso addio del Veneto a Giulia Cecchettin: nella basilica di Santa Giustina, l’ultimo saluto alla 22enne uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta. La nostra emittente ha seguto la lunga mattinata dalla partenza del feretro dall’obitorio, fino all’emozionante saluto dei 10mila radunati in piazza. || Sono da poco trascorse le 10.30 quando la bara bianca coperta di rose esce dall’obitorio di via Cornaro, a Padova, per essere caricata sul carro funebre e raggiungere la Basilica di Santa Giustina. E’ all’obitorio che con compostezza e un dolore che si può leggere nei volti, nei gesti, inizia il lungo addio della famiglia Cecchettin a Giulia. «E’ ora di lasciarti andare», dirà poi papà Gino dal pulpito quello che Filippo Turetta non è stato capace di fare. Dal mattino il sagrato della basilica e Prato della Valle sono andati via via riempiendosi, moltissimi gli studenti in una Padova che nella giornata di lutto regionale aveva sospeso le lezioni. Una dopo l’altra, le corone di fiori del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di Camera e Senato. Nei banchi delle autorità il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente del Veneto Luca Zaia, dietro a loro una schiera di sindaci con la fascia tricolore. Al suo arrivo, il feretro è accolto da un applauso, un abbraccio che fa commuovere il papà di Giulia.Restano tutto il tempo stretti in primo banco, Cecchettin con i figli Elena e Davide. Le mani intrecciate, il capo posato uno sull’altro. «Il sorriso di Giulia ci mancherà, perché il suo viso ci è divenuto caro», ha detto il vescovo di Padova monsignor Claudio Cipolla nella sua omelia, invocando poi il Signore. In molti si avvicinano al banco dei Cecchettin al momento di scambiarsi un segno di pace. Si fa avanti un uomo i cui lineamenti l’Italia ha imparato a conoscere nel 2021: è Vincenzo Gualzetti, papà di Chiara, uccisa ad appena 15 anni. Anche lui, ha perso sia la moglie, morta a luglio, e la figlia e stringe il papà di Giulia in un abbraccio vigoroso.Il feretro viene benedetto, quindi ripercorre la navata verso l’uscita. Quando la bara scende la scalinata, gli applausi della piazza si fanno rumore. E chi c’è, sfila dalla tasca, dalla borsa o dallo zaino un mazzo di chiavi. Tutti insieme a farle ti (Servizio di Lina Paronetto)


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