VICENZA – L’ultimo addio a Paolo Rossi. Oggi, in Piazza del Duomo, a Vicenza, sono stati celebrati i funerali del grande Campione scomparso a 64 anni. || Ci sono giorni. Indimenticabili, indimenticati. Ci sono campioni. Eterni, immortali. Ci sono giorni in cui i campioni volano in cielo, e qui sulla terra, invece di un grande vuoto, lasciano passione, emozione, la sensazione di aver avuto il privilegio di vederli, di viverli, di amarli. Così Paolo Rossi resterà per sempre Pablito col suo sorriso, l’eroe umile che trascinò la nazionale a vincere il mondiale dell’ottantadue, ricordo indelebile d’un calcio romantico. Il mondo, l’Italia, si stringono attorno a Vicenza, a questa Piazza del Duomo improvvisamente piccola, per contenere un’emozione così grande.L’applauso dei tifosi, l’urlo “Rossi Goal” come nei giorni gloriosi delle battaglie sportive, l’ultimo tributo, poi in Duomo inizia la celebrazione dei funerali. Fuori restano i tifosi, in silenzio, in preghiera. Lunghi minuti di attesa, è il momento sacro, è il momento dedicato a Dio. Poi, quando le campane iniziano a urlare, in piazza, esce la bara, sostenuta dagli eroi di Spagna: Cabrini, Antognoni, Conti, Collovati. Sullo sfondo Maldini, Roberto Baggio. Ma ora non sono più giganti invincibili: si fanno piccoli di fronte alla morte, piangono, sono uomini tra gli uomini. E’ il momento dell’ultimo addio. Gli abbracci commossi, le lacrime, i fiori. Poi la macchina parte, con a bordo Pablito, nel suo ultimo viaggio. Ci ha sorpreso anche questa volta, ha giocato d’anticipo, come faceva quando andava in goal. Se n’è andato quando nessuno se l’aspettava. Ma quel che ha fatto, quel che è stato lo ha lasciato qui, lo ha laciato a noi. Il tempo di un applauso, ancora uno. Ciao Campione. (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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